Una compagnia mineraria minaccia la montagna sacra dei Dongria
La Vedanta Resources si sta preparando ad aprire un’imponente miniera a cielo aperto sulla montagna di Niyamgiri, in India.
La miniera di bauxite devasterà le foreste dalle quali i Dongria dipendono e distruggerà le vite di migliaia di altri Kondh che abitano nell’area.
La Corte Suprema indiana ha dato il via libera agli scavi, ma i popoli Kondh sono decisi a impedire la distruzione del loro luogo più sacro.
La Vedanta ha costruito una raffineria vicino alla montagna dei Dongria prima di ottenere una legale licenza mineraria per Niyamgiri. Il premesso di aprire la miniera le è poi stato negato nell’agosto 2010 ma, per rendere redditizia la raffineria, la compagnia ha bisogno della bauxite che voleva estrarre dalla montagna.
A causa della raffineria sono già stati distrutti campi e foreste. Oltre un centinaio di famiglie hanno perso le loro case, e tra queste molte famiglie Majhi Kondh che venerano anch’esse Niyamgiri e sono determinate a difenderla esattamente come fanno i Dongria.
La raffineria della Vedanta è tutt’ora funzionante.
Il principale scarto di lavorazione della raffineria è un fango tossico di colore rosso. Una volta seccato sotto il sole, si riduce in polvere sottile che secondo gli abitanti dei villaggi inghiotte e soffoca i raccolti.
Gli ispettori governativi specialisti di inquinamento parlano di una “contaminazione della falda acquifera” provocata da “allarmanti” e “continue” infiltrazioni di fango rosso.
Gli abitanti del posto denunciano la comparsa di piaghe sui loro corpi dopo essersi bagnati nelle acque dei fiumi vicini alla raffineria. E moli capi di bestiame sarebbero morti dopo aver bevuto la stessa acqua.
Per far posto alla raffineria, è stato completamente raso al suolo il villaggio di Kinari. Oltre un centinaio di famiglie sono state trasferite in un insediamento conosciuto localmente come la “colonia di riabilitazione”.
La colonia consiste in un agglomerato di case di mattoni a due stanze, recintato di filo spinato. Gli abitanti non hanno terra coltivabile e nonostante alcuni lavorino come manovali per la Vedanta, la maggioranza sopravvive di elemosina.
“L’unica cosa che posso fare è starmene seduta su questi mattoni” ha raccontato a Survival una donna Kondh che vive nella colonia. “Ce ne stiamo seduti qui e riceviamo del riso. Che vita è questa?”
Nell’ottobre 2008, Dino Majhi fu trovato appeso per il collo all’interno della sua casa nella colonia, con la gola squarciata. Nella zona era famoso come attivista contro Vedanta. La polizia locale ha arrestato un sospettato e ha dichiarato che la morte di Dino sarebbe frutto di una lite privata. Ma molti credono che l’omicidio abbia un movente politico.
Il tuo aiuto è vitale per la loro sopravvivenza.